| CONCLUSO IL CONVEGNO “DOLOMITI PATRIMONIO DELL’UMANITÀ: QUALE OCCASIONE PER IL FUTURO?” |
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“L’uomo osserva, arrampica e vive la propria conoscenza ancora poco conscio dei segreti nascosti nelle Dolomiti” Documento Finale Articolo di Sara Anifowose Ufficio Stampa del CAI La Sezione Cadorina di Auronzo del CAI e il Gruppo Regionale CAI Veneto, in collaborazione con il Comune di Auronzo di Cadore (Belluno) hanno organizzato il convegno pubblico che si è svolto nella mattinata di sabato 19 dicembre 2009. Il dibattito sulle prospettive del riconoscimento UNESCO alle Dolomiti ha visto come partecipanti rappresentati di: UNESCO, IUCN, Ministero dell’Ambiente, provincia di Belluno, UNCEM, Mountain Wilderness, CIPRA, Fondazione Angelini e Guide Alpine. Il coordinatore dei lavori, il giornalista Rai Bepi Casagrande, ha impostato la discussione sottolineando l’importanza di ogni operatore e soggetto della montagna (non tutti presenti anche per ragioni logistiche).
A seguito di un documentario introduttivo sulla storia delle Dolomiti, il Sindaco di Auronzo, Bruno Zandegiacomo Orsolina, ha aperto il convegno con i dovuti ringraziamenti agli organizzatori dell’incontro e a tutti quanti coloro hanno partecipato attivamente. I saluti di benvenuto sono proseguiti con l’intervento di Matteo Toscani Assessore Provinciale al turismo della Provincia di Belluno, Tommaso del Bosco Direttore Generale UNCEM, Massimo Casagrande Presidente della Sezione CAI di Auronzo e Mariano Bruno Sindaco di Lipari. Il dibattito si è aperto con il breve filmato del discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presente ad Auronzo il 25 agosto 2009. Si è proseguito con l’intervento del Geologo Sandro Furlanis e del Professor Piero Gianolla. Questi hanno spiegato le procedure della candidatura UNESCO, la storia e le motivazioni. Per essere inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità (WHL, World Heritage List), il sito candidato deve soddisfare almeno uno dei criteri (6 culturali e 4 naturali) fissati dal Patrimonio dell’Umanità per la selezione, IUCN (International Union for Conservation of Nature). Le Dolomiti sono diventate patrimonio dell’umanità per due criteri: quello geologico e quello paesaggistico e il Dott. Furlanis ha chiarito come i tecnici siano riusciti a dimostrare agli esperti dell’Unesco il valore universale delle Dolomiti. Dal punto di vista paesaggistico le Dolomiti rappresentano l’archetipo del paesaggio dolomitico (“perché di Dolomiti ce ne sono tante nel mondo”). Dal punto di vista geologico le Dolomiti rappresentano un “libro” di pietra, la loro storia è importantissima nell’immagine e nell’immaginario della montagna, ogni strato racconta parte della nostra storia. L’elemento veramente importante che ha permesso di far passare le Dolomiti come un sistema, come un bene così composito è stato quello di un analisi di tipo seriale: è stato dimostrato che ognuno di questi tasselli è una tessera fondamentale per l’intero mosaico. Questa è la principale novità: un bene seriale, cioè un insieme di siti (porzioni di territorio) tra loro separati. Tale discontinuità è stata oggetto di critiche , in parte giustificate, ma ha anche una sua bene precisa ragione. Il riconoscimento del WHS Dolomiti è stato solo il primo passo, e il Professor Gianolla ha illustrato le 4 azioni specifiche a breve, medio e lungo termine poste come vincolo della candidatura a Siviglia. Entro il 2011 deve essere creata la Fondazione “Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomits UNESCO, è necessario elaborare un piano di gestione generale e uno per ciascun sistema, strategie per un turismo sostenibile e incentivare la partecipazione attiva dei portatori di interesse e della popolazione residente. Il Presidente Generale del CAI, Prof. Annibale Salsa è intervenuto rivendicando il ruolo di portatore d’interesse del Club Alpino. Sono state tante le iniziative sul territorio alle quali il CAI ha partecipato, iniziative legate non tanto alla dimensione ludico ricreativa quanto alla progettualità territoriale e quindi a sfaccettature di tipo socioeconomico. Così si è espresso: “Al Congresso nazionale di Predazzo, quindi in area dolomitica, è stato ribadito questo salto di paradigma: il ritorno alle origini e alle identità originarie, CAI come associazione aperta allo spazio sociale della montagna (intendendo sia la dimensione culturale sia la dimensione demografica della gente che vive in montagna). [..] Vogliamo essere partecipi in una dialettica intersoggettiva come altre soggettività rappresentanti per rafforzare e arrivare all’appuntamento anche della verifica tra 18 mesi con le carte in regola.” Anche Georg Simeoni, Presidente dell’Alpenverein Südtirol e in rappresentanza del Presidente del CAI Alto Adige Giuseppe Broggi ha sottolineato l’importanza di raggiungere gli obiettivi prefissati per il 2011 e il dovere delle associazioni alpinistiche di far valere la propria posizione. Egli ha presentato anche delle proposte come quella di rivalutare il turismo in partnership con l’agricoltura: la produzione locale unita alla cultura locale assieme al risparmio energetico sono un’ottima offerta per il turista che cerca l’unicità. A conclusione, il presidente del Rotary Cadore - Cortina d’Ampezzo Fabrizio Toscani, ha voluto metter in luce l’importanza del “marchio Dolomiti” per il mercato del turismo nazionale e internazionale. La forza del nome “Dolomiti” è superiore al marchio UNESCO (che sensibilizza maggiormente gli stranieri). Prima dell’apertura del dibattito al pubblico con domande e interventi, il Presidente del Gruppo Regionale CAI Veneto, Emilio Bertan ha letto la bozza del documento stilato durante l'incontro preliminare del 18 dicembre 2009 tra i vertici delle Associazioni Alpinistiche (CAI Veneto, SAT, CAI Alto Adige, Alpenverein Südtirol e CAI Friuli Venezia Giulia). In un breve commento rilasciatoci prima del convegno Bertan ha dichiarato: “La cosa più importante è far conoscere alla popolazione, ai ragazzi che vivono in montagna come si svolge e come si è svolta la formazione di questo documento della promozione dell’UNESCO. Sensibilizzazione e conoscenza sono le prime cose da fare”. Tra i presenti in sala hanno posto domande, critiche e proposte: Vittorio De Savorniani di Mountain Wilderness, Lio De Nes Presidente del Collegio Guide Alpine, Antonio Zambon per CIPRA, rappresentanti del Consorzio turistico Auronzo-Misurina, Matteo Fiori per la Fondazione Angelini e Aldo Trevisan per Federalberghi. Sara Anifowose Ufficio Stampa del CAI
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Layout: Vinicio Vatteroni –
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– Foto: Ufficio Stampa del CAI |