45^ Camignada 2017

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Home Sentieri 278 - Ciadìn del Doge – Bivacco Voltolina

Ciadìn del Doge – Bivacco Voltolina - Sentiero attrezzato

 

Ciadìn del Doge (innesto sent. segn. 226), circa 1650 m – Val Grande – Incrocio sent. attrezzato segn. 280 “Antonio Sanmarchi” – Val di Mezzo – Biv. Voltolina 2082 m.

Dislivello: in salita 432 m; difficoltà: EEA; tempo di percorrenza medio: ore 2.00; comuni attraversati: Auronzo e San Vito di Cadore; quota massima: Biv. Voltolina 2082 m; periodo consigliato: da giugno a settembre; cartografia: Tabacco foglio 016; rifugi e punti di appoggio: Biv. Voltolina.

Breve descrizione: si segue la descrizione riportata per il sent. segn. 226 fino al Ciadìn del Doge (circa a quota 1650 m) dove, dopo aver risalito il basamento del Corno del Doge, in vista di una grande caverna si incontra il bivio tra i sentieri segn. 226 e 278. Ci si lascia alle spalle il sent. segn. 226 per percorrere a sinistra (tab.) il primo tratto del 278, che sale ripido verso la Val Grande fino alla base di una scarpata rocciosa (freccia rossa e bollini) che si supera, sulla traccia di un canalino poco profondo affiancato, a destra, da un canale più pronunciato, con l’ausilio di una quarantina di metri di verticale corda fissa (il breve tratto è gradonato e quindi facilmente percorribile). Si esce nei pressi di un ammasso di macigni di notevole taglia che si supera a destra, tenendosi alla base della parete rocciosa, per giungere alle ghiaie superiori. Qui si devia a sinistra su traccia che accosta qualche larice e, fra mughi, si porta proprio sotto le grigie e verticali pareti che costituiscono il basamento orientale del Corno del Doge. Si risale quindi fino a giungere alla testata della Val Grande, incrociando il sent. attrezzato segn. 280 “Antonio Sanmarchi”, che, nel suo ramo di destra, andrà ad attraversare, su aerea cengia, il Corno del Doge stesso, aggirandolo e giungendo in vista dell’alta Val di San Vito. Il nostro segnavia continua invece pianeggiante verso Sud, nell’ampia e luminosa Val di Mezzo apparsa d’incanto, fra una miriade di grossi massi che sembrano quasi piovuti dal cielo, per deviare a sinistra, risalire il pendio fra verdi e ghiaie giungendo, circa a metà risalita, al Biv. Voltolina. Da qui, superato il rimanente tratto di pendio, si apre l’immenso catino del Pian del Scotèr, in un ambiente di elegante severità in cui le evidenti pieghe dei sedimenti corallini emergono con impressionanti lastronate.

 

 
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