45^ Camignada 2017

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Storia alpinistica delle Tre Cime di Lavaredo

Le TRE CIME – DREI ZINNEN SPITZE – MONTE BELLO – SASSO DI TOMIEL – LE TRE PËRE sono tre enormi blocchi rocciosi, di forma regolare, isolati, disposti in modo simmetrico.

Tre Cime di Lavaredo

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Si levano sulla linea dell’antico confine politico tra forcella Col di Mezzo e forcella Lavaredo. Sono il resto d’erosione dello strato di dolomia principale che una volta si estendeva piatto su tutta la regione Da Auronzo, dalla val d’Ansiei, appaiono come straordinarie piramidi accanto alla possente Croda dei Toni; da Misurina si presentano come legate in un abbraccio armonioso.

L’imponenza di questa Triade, le particolari pareti, le guglie hanno alimentato ed alimentano un profondo interesse, ma anche un non celato rispetto.

Il primo ad affrontarle è PAUL GROHMANN assieme a due guide pusteresi FRANZ INNERKOFLER e PETER SALCHER che conquistano la Cima della Grande il 21 agosto 1869. Passano alcuni anni, nel 1879 capitola anche la Cima Ovest che, nonostante la sua imponenza, non sembra finora aver interessato molto gli alpinisti. In quell’anno, a tentarla fu lo studente viennese GUSTAV GROGER, accompagnato dalla guida auronzana ORSOLINA. Nonostante il tempo incerto, i due attaccano nella gola a sud, tra la Ovest e la Grande; arrivano su una sporgenza staccata. Considerata la fitta nebbia, forse pensano di aver violato la cima che invece è ancora molto lontana.Nel timore che i due tornino all’assalto GEORG PLONER, che da anni sta studiando i particolari di queste pareti, si cimenta con MICHL INNERKOFLER. I due ripercorrono il percorso di Goeger e raggiungono la vetta.

Tre Cime di Lavaredo e forcella
Sempre nel 1879 i fratelli EMIL e OTTO ZSIGMONDY di Vienna e JULIUS KUGY di Tieste arrivano nelle Dolomiti. Ingaggiano Michl per farsi condurre sulla Grande. Da lassù Emil fa notare la Piccola, tanto più bassa ma più ardita. Scuotendo la testa, Michl in dialetto pusterese esclama che per raggiungere quella vetta ci vorrebbero le ali. Sconfitta la Grande, ora è la Piccola ad essere oggetto di attenzioni: SANTO SIORPAES tenta invano l’ascensione. Michl studia il percorso e con il fratello HANS e senza le ali, il 25 luglio 1881 toccano la cima, impiegando 1 ora e 35 minuti dalla base. Così la Piccola capitolava, offrendo una seria resistenza solo nel tratto tra la spalla e la vetta. A riprova delle difficoltà incontrate, Michl ebbe a dire che nessuna cima può essere peggio della Cima Piccola.

Pochi giorni dopo, un forte alpinista del tempo DEMETER DIAMANTIDI, venuto a conoscenza della conquista della Piccola, viene a Carbonin, ingaggia i due fratelli Innerkofler ed in giornata compiono la traversata di tutte le Tre Cime di Lavaredo: 3500 m di dislivello in salita ed altrettanti in discesa; intanto anche i fratelli Zsigmondy, WINKLER e SCHMITT non passano inosservati, raggiungendo lo stesso giorno la Cima della Grande e quella della Piccola. Il 27 luglio 1890, il gigante viennese HANS HELVERSEN, con gli amici EMANUEL WITLACIL e loa Signora ARTARIA ROSINI di Graz raggiungono il DreizinnenhÜtte. Hanno appuntamento con le due guide VEIT e JOSEPH INNERKOFLER detto SEPP. Insieme raggiungono la forcella di Frida e di qui si innalzano a ord, dritti alla Cima della Piccola. Soltanto dieci anni prima il forte Santo Siorpaes aveva dichiarato inaccessibile questo versante! E’ un quarto grado, il primo nelle Dolomiti Orientali. La Signora Rosini ripete la salita e compie così la prima femminile su questa via. Austriaci e tedeschi seguitano ad essere i padroni del campo. E’ la volta del viennese EMIL ARTMANN che nel 1880 arrampica sui monti della valle Ansiei, tra i quali le ormai famosissime Lavaredo. L’anno seguente, il berlinese LUDWIG DARMSTÂTTER arrampica in zona con la guida PACIFICO ORSOLINA; delle Lavaredo affronta la Piccola.

Tre Cime di Lavaredo e cappella

Agli inizi del ‘900, ADOLF WITZENMANN compie una vera e propria esplorazione delle Dolomiti del Cadore. Scriverà due monografie: una sulle Cime di Lavaredo, l’altra sui Cadini di Misurina. Anche gli inglesi tornano a farsi vedere: J.S. PHILLIMORE e A. G. S. RAYNOR compiono una bellissima impresa, un bel IV grado sulla parete est della Grande. Nonostante la scarsità dei clienti, qualche Guida locale prende delle iniziative, come l’auronzano GIOVANNI FRIGO MOSCA, un tipo originale ma con capacità alpinistiche di rilievo. Decide di scalare la Cima Grande delle Lavaredo dal versante che guarda il Suo paese. Per caso trova un clienteche lo ascolta: EMIL STÜBLER di Stoccarda. Il 10 agosto 1903, partendo dalla terrazza inferiore, attaccano verso Ovest, scelgono il camino di sinistra e raggiungono la terrazza superiore. La via porterà il nome Camino Mosca. Già alla fine del XIX° secolo, l’alpinismo dolomitico assume un indirizzo sportivo. Dopo Grohmann e gli inglesi, più esploratori che alpinisti, i giovani ricercano l’avventura, il divertimento; si comincia ad arrampicare senza l’ausilio delle Guide.

Gli inizi del ‘900 vede sulle nostre montagne TITA PIAZ, il diavolo delle Dolomiti che si troverà casualmente a competere sulla nord della Punta Frida con HANS DÜLFER. Il 16 agosto 1909 è una giornata storica. Tre cordate, senza che l’una sappia delle altre, attaccano le Tre Cime verso nord. Ad attaccare la Cima Ovest, ci pensano OTTO LANGL e RICHARD LOESCHERN che percorrono la parete nord – est , tenendosi vicinissimi all’immane precipizio settentrionale. Si tratta soltanto di un IV grado, tuttavia questa viene chiamata la Via della disperazione. RUDOLF FEHRMANN e OLIVER PERRY – SMITH, dopo aver raggiunto dalla forcella della Grande il camino di destra della nord della Piccola, raggiungono la vetta. E’ una via di V grado. Fehrmann dichiarerà che le difficoltà della Piccola sono state superiori ad ogni arrampicata sulle Alpi ed avrebbe atteso se ce ne fossero state di superiori!

insolita veduta delle Tre Cime di Lavaredo

Il futuro vedrà tanti altri successi, ma con l’aiuto dei chiodi! Sempre lo stesso giorno, EMIL STÜBLER, assieme ad ANGELO DIBONA supereranno con un IV grado lo spigolo nord-est della Cima Grande. PAUL PREUSS, assieme all’amico e futuro cognato PAUL RELLY il 4 settembre 1911, con un tempo record, percorrono tutte le vie allora conosciute della Piccola. Il giorno dopo, in arrampicata libera e con agilità felina, riescono in un’impresa eccezionale, di grande difficoltà alpinistica a raggiungere la Forcella della Piccolissima e da lì percorrere la oscura e paurosa gola sud-est. Ancor oggi è un’impresa di grande difficoltà. Gli anni successivi le Lavaredo vengono affrontate da due grandi dell’alpinismo: DÜLFER e SCHAARSCHMIDT che, tra l’altro, vincono la parete nord della Punta Frida. DÜLFER offrirà anche una bella variante sulla Cima Ovest con una serie di camini.

 

 
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