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LAVAREDO ULTRA TRAIL 2012

Nell’anno 2007 la Sezione Cadorina del Cai di Auronzo, annunciava con orgoglio la nascita di una nuova marcia organizzata competitiva denominata “Lavaredo Ecomarathon”, la più alta, la più dura, la più bella che con un numero chiuso a 250 concorrenti avrebbe visto i partecipanti cimentarsi su un percorso di 46 Km di lunghezza con 2500 metri di dislivello, partendo dal Rifugio Auronzo, per giungervi nuovamente dopo aver attraversato le nostre vallate. Da allora, seppur in pochi anni, la manifestazione è cresciuta in modo esponenziale: abbiamo imparato che l’antica marcia oggi si definisce Ultra Trail, che 46 Km in fondo sono poca cosa e che moltissima gente non sarebbe venuta da noi, se non per percorrere dislivelli di almeno 5000/6000 metri. Molte cose abbiamo imparato e molte cose abbiamo dato per aiutare quella piccola manifestazione a svilupparsi e camminare sempre più con le proprie gambe, con la guida degli organizzatori, l’apporto dei volontari e di tutti i vari enti ed associazioni che hanno, chi più chi meno, collaborato. Oggi la Lavaredo Ultra Trail o meglio LUT, così denominata, come la cultura anglosassone ci impone di definire con un acronimo ogni denominazione composita, è diventata grande, maggiorenne, e come tale necessita di intraprendere la sua strada, quella che ritiene più idonea alla sua crescita, al suo sviluppo nel mondo nel quale è destinata a vivere. Tali scelte possono portare ad un allontanamento dalle familiari mura domestiche, dal piccolo ambito in cui si è formata e si è fatta, per così dire, le ossa. Ma pur con il timore di genitori apprensivi, dobbiamo vedere la cosa per quello che è: una migliore occasione per esternare tutti quei concetti e contenuti che ci hanno spinto fin da allora a sostenere l’impresa. Nella prossima edizione vi sarà una maggiore affluenza di partecipanti, una maggiore visibilità dell’evento, un’internazionalizzazione del popolo dei trailer e della diffusione dei contenuti che sono e rimangono quelli di sempre: l’amore per la montagna, il rispetto per il territorio, la conoscenza delle nostre Dolomiti, l’acquisizione di un’esperienza che per i più rimarrà indimenticabile, in un misto di sofferenza e gioia, intimamente legati al paesaggio, alla luce, ai colori, alle genti del posto; un ricordo che ciascuno riporterà in patria, con l’ansia di condividerlo, di rendere partecipi gli altri, di suggerirne l’emulazione magari in forme più addomesticate e turistiche. Formidabile cassa di risonanza, capace nel bene e nel male di amplificare, esternare le nostre qualità e peculiarità ma anche, purtroppo le nostre debolezze e i nostri difetti. Per questo oggi vogliamo comportarci da genitori responsabili, accantonando il naturale egoismo che vorrebbe la nostra creatura tutta per noi consapevoli e sicuri che, di riflesso, tutto questo non potrà che sviluppare la nostra maturità, la volontà di condivisione, spingendoci a lavorare tutti uniti, al di là dei confini, dei particolarismi, dei protagonismi. Solo la visione comune, senza campanili, di un territorio omogeneo ed unito, con le medesime problematiche e sofferenze ma anche le stesse potenzialità, sovente latenti, da attivare e implementare congiuntamente, potrà forse indicarci la strada per uscire dall’attuale impasse, dalle difficoltà non solo economiche, che attanagliano soprattutto chi vorrebbe continuare a vivere nella fedeltà agli ideali antichi, presenti nell’universo alpino, senza sacrificare il giusto benessere economico e la piena realizzazione socio-culturale di un popolo evoluto. Con queste motivazioni, vorremmo che il Rifugio Auronzo, che solo cinque anni fa fu sede di partenza ed arrivo della manifestazione, tornasse a vivere di nuova gloria e rinnovato vigore all’interno dell’edizione del 2012 della LUT. Non importa se il ruolo della nostra Sezione è cambiato, se i sentieri calpestati non saranno più quelli di un tempo, l’importante è - e sarà sempre - l’essere presenti ogni qualvolta ci siano prospettive di sviluppo, crescita e occasione per renderci compartecipi di quello sviluppo, all’insegna della qualità, che tanto ambiamo inseguire, nello spirito dello Statuto del  Club Alpino Italiano che riporta: “…fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale…”
Grazie a tutti coloro che, condividendo questi ideali, vorranno fornire la loro conoscenza e il loro contributo, per il raggiungimento di questo ambito traguardo.

Auronzo di Cadore, 21 gennaio 2012

Il Direttivo della Sezione Cadorina di Auronzo

 


 

 
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