45^ Camignada 2017

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La Camignada poi siè refuge - cronaca

Nicola Giovanelli (La Sportiva) e Daniela Da Forno (Atletica Cadore) vincono la quarantesima edizione della Camignada poi siè refuge. All'ombra delle Tre Cime di Lavaredo 1200 partecipanti, nuovo record.

 

Questa mattina sono arrivati in 1200 per festeggiare lo spegnimento delle quaranta candeline della Camignada, manifestazione di trenta chilometri che unisce Misurina con Auronzo di Cadore passando per alcuni dei posti più belli delle Dolomiti. Un successo di partecipazione che ha fatto registrare il nuovo record della manifestazione. I primi raggi di sole, sbucato dietro ai "Cadini", hanno illuminato e scaldato i concorrenti schierati tra i nastri di partenza sulle sponde del lago.

La pioggia caduta nella notte aveva rinfrescato la temperatura lasciando che qualche nuvola nascondesse inizialmente le Tre Cime di Lavaredo, ma non appena Massimo Casagrande, presidente del Cai sezione Cadorina di Auronzo, ha dato il via alla gara, tutti i partecipanti hanno potuto godere dell'incredibile spettacolo "dolomitico".

Il gruppo partito con un buon ritmo si è allungato verso il rifugio Auronzo, il primo rifugio dei sei in programma. Al primo controllo, dopo circa quaranta minuti di percorrenza, è transitato Olivo Da Prà come battistrada. Il vigile del fuoco era seguito a vista da Aron Lazzaro, da Andrea Zanatta e dal giovanissimo Roberto Cassol. Cassol, la nuova promessa della corsa in montagna, ha soli quattordici anni ed era alla sua prima partecipazione alle Camignada. Allo scollinamento in forcella Lavaredo, Da Prà ha continuato la sua corsa in solitaria, ma alle sue spalle Lazzaro e Zanatta non gli lasciavano troppo spazio.

Nella gara al femminile, Daniela Da Forno, partita non pensando alla vittoria, si è trovata in testa alla gara, davanti a Monica Penzo e a Patrizia Pagnoncelli.

Tornando alla gara maschile, dopo la lunga cavalcata verso il rifugio Locatelli le prime posizioni non hanno subito variazioni, il giovane Cassol ha perso il contatto dai primi, mentre dalle retrovie Ivano Molin e Nicola Giovanelli avevano iniziato a "carburare". Poco prima del Pian di Cengia, Olivo Da Prà che ancora conduceva con circa venti secondi di vantaggio ha consegnato la leadership a Giovannelli tallonato da Aron Lazzaro. Al passaggio del Rifugio Comici, il vincitore di ben sei edizioni della Camignada, Ivano Molin, ha rotto gli indugi e ha provato a riportarsi sul duo di testa formato da Giovanelli e da Lazzaro. Giovanelli e Lazzaro al rifugio Carducci potevano vantare un vantaggio di circa due minuti su Ivano Molin.

Tra le donne Daniela Da Forno già vincitrice di due edizioni della Camignada ha continuato la sua corsa verso Auronzo in completa solitudine. All'inizio della lunga discesa della Val Giralba, il corridore di casa, Molin, ha dovuto lasciare l'idea di battagliare per la prima posizione. In discesa Nicola Giovanelli lascia andare le gambe, corre leggero, preciso e divertito stacca Aron Lazzaro e guadagna due minuti su Molin. Ivan Geronazzo passa in quarta posizione mantenendo le forze per gli ultimi chilometri che porteranno al Palaghiaccio di Auronzo. Giovannelli taglia vittorioso il traguardo con il tempo di 2.45.38. Ivano Molin, autore di una rimonta strepitosa chiude con soli trentatré secondi di svantaggio. Conquista la terza posizione Ivan Geronazzo, mentre Andrea Zanatta e Aron Lazzaro sono rispettivamente quarto e quinto. Il giovanissimo Cassol chiude in ottava posizione.

Daniela Da Forno non ha nessun problema a mantenere la testa della corsa e dopo aver percorso la ciclabile di Auronzo taglia il traguardo in 3.25.38. Alle sue spalle arriva al palaghiaccio Patrizia Pagnoncelli con il tempo di 3.34.11 mentre sul terzo gradino del podio sale Monica Penzo. Durante le premiazioni è stato chiamato sul palco anche Luigi Pais che avendo corso trentasette edizioni ha avuto l'onore di vestire il pettorale numero uno e di ritirare un premio speciale per la suo affetto verso la Camignada.

Va in archivio anche l'edizione numero quaranta della Camignada, una vera e propria festa della montagna e dei rifugi. Per il prossimo anno gli organizzatori stanno già pensando a innalzare il numero dei pettorali disponibili. «Siamo rimasti veramente sorpresi - ha detto Massimo Casagrande - dell'affluenza di questo anno. Tutti questi partecipanti sono il giusto ringraziamento al lavoro dei nostri volontari che da settimane lavorano incessantemente per la buona riuscita della manifestazione. Per il prossimo anno stiamo già riflettendo sulle modalità per poter aumentare il numero degli iscritti, è ancora presto, ma è giusto pensarci».

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