
Dislivello Salita: 680m
Dislivello Discesa: 620m
Difficoltà: EEA
Tempo di percorrenza: 5 oreIl Rif. Col de Varda è raggiungibile da Misurina sia in seggiovia, che percorrendo la strada sterrata che ha inizio proprio a fianco della stazione di valle della medesima. A lato del rif. si imbocca il sentiero attrezzato segn. 117 (tab.), passando a fianco di un cippo che riporta una targa a ricordo di Alberto Bonacossa, valente alpinista cui il sentiero è dedicato. Lungo il percorso, vecchia via di collegamento durante la Grande Guerra, sono installate, nei punti più esposti, tratti di fune metallica e qualche scala. La traccia attraversa, obliquando in salita, i ghiaioni delle Grave di Misurina giungendo all’ omonima forc.. Durante la salita, guardando in direzione del rif. appena lasciato, si vedrà comparire la muraglia del Gruppo del Sorapìss mentre, alla nostra sinistra (Ovest), sopra la fascia boscosa delle Pale di Misurina, si vedranno incastonati il Cristallo ed il Cristallino. Davanti a noi l’incisione della Forcella Misurina e, leggermente a sinistra di questa, si osserva il tavolato del Monte Piana. Giunti in forc. si ridiscende l’opposto versante, confluendo nel Ciadìn della Neve e incrociando il sent. segn. 118 che sale alla Forcella della Neve; si prosegue invece risalendo faticosamente a zigzag il fianco detritico, punteggiato di zolle erbose, in direzione della Forcella del Diavolo. Raggiuntala, si profilano davanti a noi il ramo dei Tóci dei Cadini, con la Torre Wundt in evidenza, e le Tre Cime di Lavaredo. Si ridiscende nuovamente l’opposto versante congiungendosi, dopo breve risalita, al sent. segn. 115, proprio sotto il Rif. Fonda Savio. Da qui, tralasciamo a destra il ramo occidentale del sent. attrezzato segn. 112 “Durissini” che sale lungo il Ciadìn del Nevaio, per scendere decisamente per gradoni verso il Valón del Nevaio, mare di ghiaie alla base del Cimón di Croda Liscia, dove ha inizio il ramo orientale del sentiero “Durissini”. Giunti a Forcella Rinbianco incrociamo (tab.) il sent. segn. 119 e, perdendo quota, andiamo ad attraversare lungamente le pendici rocciose della Cima di Rinbianco, fino a giungere sotto un diedro che rappresenta il punto alpinisticamente più impegnativo del nostro percorso. Superatolo con l’ausilio dell’ottima attrezzatura, si continua per larga cengia fino al magico incontro con le Tre Cime di Lavaredo su di una sella ghiaiosa. Da qui, percorrendo la dorsale Nord delle Cianpedèle, si giunge al Rif. Auronzo.