
Dislivello Salita: 490m
Dislivello Discesa: 595m
Difficoltà: EEA
Tempo di percorrenza: 4.30 oreAppena sopra il Lago di Cengia, dove la salita lascia spazio alle prime terrazze erbose, proprio nei pressi di un insieme di edifici della Grande Guerra ormai ridotti in ruderi (tab.) si stacca, dal sent. segn. 104, il nostro sent. segn. 107, che in leggera salita taglia obliquamente i fianchi ghiaiosi sotto le pareti della prima delle tre sommità che costituiscono il Collerena per giungere sulla Sella di Monte Cengia, ampio valico ghiaioso tra la sommità più alta del Collerena stesso ed il Monte Cengia. Guardando in direzione di quest’ultimo, deviando lo sguardo verso destra, si vedrà comparire la vela delle Tre Cime di Lavaredo seguita dalla Croda Passaporto. Superata la sella si giunge in breve al Passo di Collerena, da cui si stacca a sinistra (tralasciare) un sentiero senza numero che discende al Rif. Zsigmondy-Comici; si continua su percorso pianeggiante, in vista e direzione dell’immensa Croda dei Toni, tagliando i fianchi Sud del Collerena per giungere in breve alla Forcella Croda dei Toni (tab. e cippo con campanella), da cui non si può fare a meno di godere il panorama sulla sottostante Val Fiscalina Alta (N) e le poderose pareti del Popèra, strapiombanti sul catino della Busa di Dentro (Est). Si tralascia alla propria sinistra il sentiero senza segnavia che scende al Rif. Zsigmondy-Comici per procedere in direzione Sud, dapprima su grosso pietrame e quindi, dopo aver superato un breve tratto attrezzato, su più fine detrito di falda, attraversando la lunga bastionata formata da Croda dei Toni, Croda Berti e Cima d’Auronzo. Si raggiunge, con breve salita, dopo aver lasciato alla propria destra il bivio con il sent. segn. 106 proveniente dalla Val del Màrden, la Forcella de l’Agnèl ed il sottostante Biv. De Toni. Ci si cala quindi lungamente per la martoriata colata di ghiaie, seguendo i segnavia che emergono dalla pietraia, fino a raggiungere l’imbocco di una prima bellissima cengia, proprio alla testata della Val Gravaséca. Si percorre la cengia per poi risalire un crinale erboso seguito da uno stretto canale e quindi, ancora per verdi ed un più largo e faticoso canalone finale, si raggiunge la Forcella Maria. Da qui si prosegue, aiutati da qualche tratto di fune metallica, fino alla vista della Val Giralba (destra, Est) e quindi, con discesa liberatoria, si arriva in breve al Rif. Carducci.