43^ Camignada 2015

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CAI sezione di Auronzo
Sentiero attrezzato 107 "Severino Casara" sulla Croda dei Tòni.



Chiunque viva o frequenti il paese di Auronzo di Cadore, riconosce che oltre al celeberrimo profilo delle Tre Cime di Lavaredo, l'appicco roccioso più maestoso che si staglia contro il cielo, è rappresentato dalla Cima d'Auronzo e dalla Croda dei Tòni. Da diversi anni però, per chi avesse desiderato camminare ai piedi di queste montagne, il transito risultava interdetto a causa della chiusura di parte del sentiero attrezzato CAI n. 107, dovuta alle continue frane e smottamenti nel tratto tra il Bivacco De Toni e la Forcella Maria. La pericolosità del versante è nota da lungo tempo, infatti, già negli anni '70 il direttivo sezionale promosse e valutò la ricerca di itinerari alternativi sulle cenge rocciose superiori, tecnicamente più impegnative ma più stabili e sicure. Come spesso accade però, mancarono le risorse economiche per realizzare l'opera risolutiva.Nell'autunno del 2014, la Sezione di CAI di Auronzo, con la collaborazione di alcuni volenterosi mossi dall'amore per la montagna, al lavoro materialmente eseguito dalle Guide Alpine Tre Cime e, soprattutto, con il contributo economico della Provincia di Belluno che ha dato attuazione ad un progetto di sviluppo turistico dei propri territori, ha reso nuovamente possibile effettuare l'intero giro del massiccio montuoso della Croda dei Tòni. Fin da subito è apparso chiaro, che il nuovo percorso costituisce di per se una ferrata dotata, per spettacolarità e conformazione, di caratteristiche tali da meritare un nome proprio che ne faciliti la conoscenza e la diffusione al pari della vicina Cengia Gabriella. In tal senso la Sezione CAI di Auronzo, destinataria e attuatrice del finanziamento che ha permesso la realizzazione dei lavori e competente territorialmente per i sentieri che percorrono le nostre cime, è tenuta a proporre tale nome. La proposta emersa ed approvata dopo diverse valutazioni, suffragate anche dal consenso di appassionati e studiosi della storia dell'alpinismo, nonché dal GISM Gruppo Scrittori di Montagna, che tramite le parole del suo presidente Spiro Dalla Porta Xidias plaude all'iniziativa, è quella di dedicare il percorso a:

SEVERINO  CASARA

Nato a Vicenza nel 1903 e morto nel 1978, è sepolto nel piccolo e raccolto cimitero di San Vito di Braies (BZ), nel cuore delle Dolomiti, ai piedi  delle cime tanto amate, scelta motivata dal fatto che così riposa al cospetto della Torre del Signore dove aprì una via alpinistica nel 1943 (trovandosi poi a giacere a fianco di un altro forte alpinista, Viktor Wolf von Glanvell, accomunati per aver vissuto momenti intensi della loro vita sul Campanile di Val Montanaia, in epoche diverse ma sempre pionieristiche). Severino Casara è uno di quei personaggi che illustrano e danno pregio  alle vicende dell'alpi-nismo dolomitico. Per la Val d'Ansiei poi, egli è stato anche il primo promotore turistico, in quanto con le sue pubblicazioni e le sue opere cinematografiche, svelò ad un ampio pubblico la bellezza del nostro Paese.Fin da giovane è animato dalla passione per la montagna e, sulle orme del padre dell'alpinismo dolomitico, Antonio Berti, comincia a promuovere la Scuola Vicentina di roccia da lui istituita con l'amico Francesco Meneghello.Socio fin dagli anni '20 della Sezione Cadorina del CAI, con l'apertura di oltre 130 vie nuove fra Dolomiti e Piccole Dolomiti dimostra l'assiduità e la grande passione per le crode. Laureato in giurisprudenza, si dedicherà invece anima e corpo all'alpinismo.
Egli impiegò tutto il suo essere per far conoscere la bellezza e la spiritualità della montagna, da ciò la sterminata produzione di saggi, libri, conferenze, biografie, film, articoli mentre colse con l'obiettivo della sua macchina da presa la maestosità della montagna estiva e invernale. Fra i suoi compagni di avventura risalta soprattutto il nome di Emilio Comici, l'uomo di cui egli saprà creare il mito e col quale poté affinare la tecnica per giungere ad esplicare fino alle estreme difficoltà le possibilità atletiche di cui disponeva. Riuscirà così a realizzare uno dei capolavori della cordata, quella parete incantata della Cima d'Auronzo, che descrisse in  una delle pagine capolavoro della letteratura alpina.
Le sue parole dedicate alla parete, oggi attraversata dalla nuova ferrata, che campeggiano sulla copertina del libro Le Dolomiti di Auronzo, recitano:
"Regina delle pareti della Val d'Ansiei. Eccelsa, gialla strapiombante, si leva sopra l'orrida Val Gravasecca e l'immane sassaia dell'Agnello. Nella sua linea snella e massiccia ad un tempo,appare come il mastio di un favoloso castello sito sulla sommità di uno scoglio per difendere la valle.
Porta il nome di Auronzo, della terra che domina e protegge dall'alto,sopra un baluardo oscuro di baranci……l'appicco…sud della Cima d'Auronzo incanta."

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AVVISO IMPORTANTE

A SEGUITO DELL'EVENTO TEMPORALESCO DEL 4 AGOSTO 2015 IL SENTIERO ALPINO N. 103 DELLA VAL GIRALBA E' STATO OGGETTO DI ULTERIORI FRANE E SMOTTAMENTI.

VIETATA ASSOLUTAMENTE LA PERCORRENZA.



 

 
1 agosto 2015 Camignada poi siè refuge.

Elenco definitivo degli iscritti in ordine alfabetico.

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43^ edizione Camignada poi siè refuge.

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DOMENICA 2 AGOSTO 2015


 
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