
Dislivello Salita: 598m
Difficoltà: EEA
Tempo di percorrenza: 2.30 orePer giungere al bivio in Val de Rinbianco, punto di partenza del presente itinerario, vedere la descrizione del sent. segn. 108. Da qui si guada il Torr. Rinbianco, salendo ripidamente fra mughi e larici per raggiungere ed accostare un brullo valloncello (sicuramente ripulito da periodiche valanghe) che si supera, iniziando a salire a tornanti lungo la sede della vecchia mulattiera di guerra; muri a secco e piccole piazzole sono le prime testimonianze di più profondi segni della Grande Guerra, che avremo modo di osservare nell’ultima parte del percorso. Salendo, non possiamo fare a meno di sbirciare alle nostre spalle, oltre la tozza Croda de l’Àrghena, il lento sorgere delle Tre Cime di Lavaredo, mentre a Nord-Est appare il castello di pietra della Torre dei Scarpèri e a Sud-Est, inconfondibili, si stagliano nella luce i Cadini di Misurina. Man mano che si procede nella salita il mugo, che fascia compatto i fianchi del Valón dei Castrati, lascia spazio al luminoso larice che, insieme a qualche cembro ed a qualche abete rosso, formano un bosco davvero incantato. Superatolo, ci si inoltra alla base del catino sottostante la Forcella dei Castrati, mentre già si vedono in alto le bocche delle gallerie di guerra. Si devia quindi verso destra (tab. gialla del sentiero storico), in direzione di una forcelletta, si svolta poi bruscamente a sinistra (Sud, Sud-Ovest; tab. gialla con l’indicazione “Galleria Mina Italiana”) e ci si incammina sul tratto attrezzato (facile) con funi, che permette di visitare le postazioni della “Guardia Napoleone” per poi giungere in breve alla Forcella dei Castrati oltre la quale, in leggera salita, si perviene alla Piramide Carducci.